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lunedì 16 febbraio 2015

La danza delle ombre

È una sera dalle tinte ingannevoli, una di quelle che si affidano solo agli occhi e non alla pelle.
È una sera che si mostra tenue, colorata quanto basta, apparentemente sobria, se non fosse per quel pugno alla bocca dello stomaco che ti fa sorridere, ma solo per un attimo.
È una sera che sa cosa vuole e se lo prende, nonostante te e la tua volontà di cartapesta.
Sera argentina, profumata e brillante.
Diglielo quanto è bella, dille che ti fa impazzire.
È sera, non aspetta altro, guardala, bevila, leggila sotto i vestiti.
È una sera da "Quanto costi in voglie, quanto mostri in ricordi?" e poi si adagia su di te.
Sera coperta, pensieri nudi sotto le ombre.
Crepuscolo, sera in fasce, diva in bianco e nero, sera da peccato; scrivile i tuoi limiti, disegna le tue certezze e lasciagliele demolire.
Sera da pagina bianca, sera dal sapore di biro e odore di smalto.
Guardala ora, fermati un sospiro prima e diglielo ancora che ti fa impazzire, a questa sera così pronta e così lasciva.
Sera da sorrisi scaltri, sera da osare, sera senza regole, sera di silenzi e canzoni; pensate e danzate.
Ombre che si muovono, sinuose e morbide, addosso, ora, e la tua pelle si colora, mentre il viso s'illumina di buio.
Sera da accendere, se solo vuoi lasciarti impazzire.

lunedì 5 agosto 2013

Scacco alla sera

La sera non lo sa ancora e non ho intenzione di dirglielo.
Una birra, le sigarette a portata di mano e di voglia, piena di buoni propositi messi in fila, ordinati e pettinati; tanto poi andranno in fumo, come quando si fanno i conti senza l'oste e tutte quelle belle cose che servono agli altri, anche se tu non le vuoi sentire, che ti violentano le orecchie, e annuisci con aria anche interessata, intanto pensi "ma chi lo conosce l'oste?" e ripassi ogni tua intenzione, facendoti forza e credendoci sul serio. Sei convinta.
E la sera non lo sa.
Spengo la luce, per non insospettire, sento la birra fresca sulle labbra farsi strada e pungere sulla lingua, senza distogliere lo sguardo accendo una sigaretta e il sapore si mescola come in un bacio. Non ho mai capito chi si lamenta del sapore del tabacco "donne sapete che è come baciare un posacenere?" e ogni volta penso che un coglione come questo, sicuramente, viaggia con lo spray alla menta piperita in tasca come difesa personale sulla metropolitana. Penso anche altro, ma le signore pensano di tutto e di più, come gli uomini, se non peggio, e non lo dicono, non tutte; questione di eleganza e di un pizzico di mistero che spesso gli altri vedono nel tuo sguardo ma non comprendono, alcuni azzardano definendolo "malizia", in realtà, è solo la finestra della tua stanzetta illuminata, quella in cui sei libera di pensare come ti viene, senza per forza aprire bocca, senza sentire ragioni di cui non t'importa nulla, senza osti né conti.
Solo tu, te stessa, le luci fioche del paese, e tutte le tue intenzioni.