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giovedì 12 settembre 2013

Un po' del mio Blu



" Il buio è la notte e la notte non è nera. La notte è Blu".
Fin da piccola, per abituarmi a dormire con la luce spenta, mi ripeto questa frase.
La lezione è servita a fare piccole e grandi cose, dall'attraversare un corridoio a luce spenta, a colorare un periodo buio.
Il famoso tunnel si affronta con i propri mezzi. Chi lo arreda, chi ci fa una festa, e poi ci sono io, quella che si mette a tinteggiarlo, un tocco di Blu perfetto, senza luci, senza inutili fronzoli. Seduta sul pavimento, come fossi in mezzo al mare o come fare un bagno di cielo.
La scelta degli elettrodomestici in casa è stata fondamentale anche dai led. Frigorifero con display blu, stessa cosa la lavatrice e il lettore blue ray; per il forno non è stato possibile, display arancione, però fa il suo dovere molto bene e abbiamo fatto amicizia lo stesso.
Il mio Blu non è un capriccio o un colore di tendenza, il mio Blu è stato un'esigenza, diventata uno stato d'animo.
Coloro di Blu le cose che non mi piacciono e quelle che amo. Sono monocromatica.
Il buio è Blu, rassicurante, rilassante.
Il silenzio è Blu, morbido e discreto.
La pelle nuda accarezzata dalla luce Blu, come se ci fosse sempre la luna a spiare, e le lenzuola assumono quella sfumatura cianotica che sembrano drappi di seta.
Il mare, il cielo, sono blu. Anche di notte, ché l'occhio inganna, me lo ha detto la testa, e se vedi il nero dove non c'è devi dare retta alla testa.
Avevo dimenticato il mio mondo, stavo quasi per cascarci in quel buio sbagliato, mi stava portando dove finiscono tutte le persone che si perdono e non trovano più la via del ritorno, dove hai la sensazione costante di aver dimenticato qualcosa d'importante, dove hai quella paura che non ha un nome o un volto, ma ti paralizza e nessuno ti può aiutare se non sai dire cosa temi. Fai finta di niente, però di notte aspetti il giorno e di giorno ti domandi come mai la notte sia così lunga.
Poi il led della sveglia nella stanza nera ha accarezzato il mio braccio. Vedevo.
In quel buio io riuscivo a vedere ogni cosa, il buio non nascondeva niente.
Ho ricordato quel mondo, come se nell'armadio ci fosse stata una Narnia tutta mia, niente leoni o streghe, Re o Principesse, solo un mondo amico che aveva voglia di proteggermi e di avvolgermi in questo grembo di velluto blu.  E ho colorato il tunnel, a mani nude prendevo mare e cielo, sporcandomi tutta, colorando ogni cosa, e mentre lo facevo sorridevo, vedevo e non avevo paura della notte, né del giorno. Sono tante le cose che facevo da piccola e che ho perso, questa è stata una ventata di ossigeno che porto sempre con me, dentro. All'occorrenza non ho paura di sporcarmi le mani

Ho speso due parole (quattro, sei, otto, nove...) per spiegare la mia Blunotte, che può sembrare un vezzo ma, in realtà, sappiate che per me è il miglior augurio che possa farvi; affinché non esista notte buia, per nessuno di voi. Blunotte a tutti.

mercoledì 28 agosto 2013

Proiezioni scomode

Scrivo piano, per non svegliare la città.
In punta di dita scorrono i pensieri, e sorrido alla notte che si è acquattata accanto a me, ha voglia di raccontarmi una storia che conosco, perché la notte è ladra di vite se resti sveglio. Lei sorride e legge i tuoi pensieri, mentre ti accarezza il viso, e non puoi fare a meno di aprire per lasciarla entrare.

E mi vuoi raccontare di quando non riuscivo a staccarmi da quelle braccia, di quel bacio che doveva essere l'ultimo, e poi ancora e ancora.

La notte proietta le immagini della mia mente sullo schermo spento della tv, e non mi riconosco ma sono.
Chiudo gli occhi, perché fa male, perché vedere e sentire significa rivivere, ma non è la stessa cosa, non è il posto giusto, e manca qualcosa. Manca sempre qualcosa per concludere la scheda della serenità, un punto stella, due punti jolly e qualche margherita.

Non farmi vedere, lasciami guardare; non voglio sentire, ascoltami; devo andare, resta ancora un po'.

La notte che passeggia sulle domande e lentamente scivola, appoggia la testa sulle mie gambe e sente.
La notte che corre sulle risposte, e si asciuga le lacrime, bagnandomi la pelle.
La notte che fa la misteriosa all'arrivo dell'alba e sparisce.

E mi vuoi spiegare il nesso di tutto questo, come se ci fosse un solo senso, mentre ognuno rivendica la propria terra di confine, mentre la pelle vibra, mentre si stacca una foglia dall'albero, mentre il vento la solleva dolcemente per alleggerire la caduta, mentre sono preda delle tue mani e cado. Sprofondo.

La notte mi parla di te, e scorriamo silenziosi, con la pelle scritta e l'inchiostro fresco. La notte che non può dormire e non sa cosa siano i sogni. La notte che legge la mia mente e confonde le cose. La notte che racconta poesie e sogna con me, a buio acceso, vestita di Blu.

Spogliata dalla ragione, vestita di coraggio.

È più notte del solito. Rido per colorare la mancanza, per nascondermi in quell'abbraccio e far finta di dormire. Mentre il fuoco brucia e il ghiaccio ancora di più. Vorrei dormire, ma non sono più capace e non è facile,

E ti guardo dormire, mentre maledico la luce del sole. 

È una notte che vuole restare a farmi compagnia, in silenzio mi sorride, come il migliore degli amici che sa quando è ora di tacere.
È una notte da mordere il cuscino per non urlare. O da andare al bar.
Per me, la solita malinconia. Questa volta facciamo in tazza di vetro.


mercoledì 24 luglio 2013

Il colore delle emozioni

La rabbia è viola scuro; associo il suo odore a quello della gomma bruciata e il suo sapore al rabarbaro.
(Di rabbia ho vestito i miei occhi, appannati da specchi liquidi.)

La gioia è celeste chiaro; quando sono felice sento il profumo dei biscotti appena sfornati, assaporo  cannella, burro e vaniglia.
(Un sorriso che nasce dal cuore non ha fretta di arrivare alla labbra, ma sosta negli occhi.)

La gelosia è gialla. Si avverte l'odore di pioggia nell'aria, quell'odore un po' acre mescolato allo smog. In bocca l'amaro dell'erba gramigna.
(Con le spalle alzate e la testa alta fingo indifferenza, mentre in tasca le unghie premono forte.)

L'invidia è verde. Agrumi ammuffiti a rovinare l'aria. Cenere sul palato.
(Hai mascherato la viltà, ora il mostro ti divora.)

La passione è Blu. Colore intenso dalle decine di sfumature. Caldo in inverno, avvolgente come il velluto. Fresco in estate, come l'abbraccio del mare. Voluttuoso. Il profumo è quello degli spazi aperti, di pulito, dell'aria sana. Il sapore, quello del peccato "non commetterlo".
(Non ho paura, non è il freddo, è solo il desiderio di essere inghiottita dal tuo sguardo. Tremo perché non posso più aspettare.)

Da quando sono piccola faccio il gioco dei colori, odori e sapori associati agli stati d'animo, emozioni più o meno positive. Ogni situazione ne ha uno.

Di che colore è la paura?
Li racchiude tutti. Essa arriva in qualsiasi momento, senza avvisare. La paura è neutra; la riconosci quando ormai ti possiede.
(Indefinita, la guardi in faccia e dimentichi il suo volto. Ma non il suo abbraccio.)




martedì 9 luglio 2013

Saltando si vola

Forse dovrei scrivere anche io una guida su cosa fare e cosa no, su come vestirsi, truccarsi, cosa mangiare e come. Per non tralasciare qualcosa e per entrare a fare parte del prefabbricato che a noi piace tanto.
Non posso farcela.
Io che all'ultimo momento mi tappo il naso, chiudo gli occhi e salto. A volte sbaglio atterraggio, e se forse avessi programmato un po' meglio la cosa non sarebbe successo, ma è più forte di me.
Vivo e cammino bendata. Il mio gioco preferito è mosca cieca, con il rischio di trovarmi un calzino spaiato, ma quando uso i calzini ho jeans e scarpe da tennis, non si vedono.
Vivo in un mondo monocromatico, ma è bellissimo guardarlo con i miei occhi, anche quando non lo è.
Salto.
Durante il volo penso a quanto io mi senta libera e solo dopo mi rendo conto di non aver programmato alcuna destinazione.
Salto.
L'atterraggio mi porta in un angolo in cui le persone sono tutte uguali e cerco quella diversità che possa farmi da spalla.
Se mi beccano sono perduta.
Una bellissima ragazza guarda i miei calzini, durate l'atterraggio si è spostata una gamba dei jeans. Mi sento nuda e colpevole; mi allontano.
Il clone della ragazza di prima mi dice che il blu s'intona con i miei capelli ma non con i miei occhi. Non riesco a parlare e penso solo che il Blu s'intoni con tutto, soprattutto con il mio stato d'animo. Che non è nero, grigio o colorato.
Non sono una ragazza solare, non sono triste e non sono uguale a loro.
Vorrei saltare ancora per atterrare da un'alta parte, ma sono a terra. Non mi resta che volare.

domenica 7 luglio 2013

Moviola di un sogno

Non esistono sogni di serie A e sogni di serie B.
Si gioca un campionato; si corre e rincorre quella palla, senza perderla di vista un attimo, braccati dalla parte bacchettona dell'inconscio, l'angioletto sul lato destro che ti dice che non devi, ma tu scarti e continui a correre, non passi la palla, ché è meglio non affidare agli altri il tuoi sogni.
arrivi davanti alla porta e guardi negli occhi il senso del dovere, lo sfidi, odiando quella posizione un po' scimmiesca, fai una finta e, quando si sposta un poco, ecco che tiri.

La stanza è in penombra, il blu della lampadina si sente sulla pelle chiara, quasi a sfiorarla. Non amo il buio e neanche la luce accecante, sorrido, ti sei ricordato. Blu, l'atmosfera perfetta per riuscire a guardarsi negli occhi sentendosi nudi nella giusta misura, anche quando indossi ancora i vestiti.
La presenza del tuo profumo, mescolato al mio, e penso che loro si stiano già toccando. Rabbrividisco e già so che mi stai guardando. So anche come.
Ogni cosa è perfetta, non c'è traccia delle mie paure nei tuoi occhi, ti riconosco in questa stanza e non penso ad altro se non alle tue mani, così grandi e familiari. Non c'è bisogno di parlare, chiudo gli occhi per un attimo e ti sento. Sento la pelle e quello sguardo che brucia addosso. Sento i brividi e le tue dita che li percorrono. Senza fretta.
Abbracciami.
E lo penso così forte che lo fai, mi stringi e svanisci, più non ti vedo più sento le tue braccia.

Rete.
Maledetto arbitro, gol annullato per fuorigioco. Ma ero in posizione perfetta, e ogni notte c'è la moviola.
Intanto, aspetto la partita di ritorno. Ogni notte è quella buona, forse, addirittura questa.
Continuo a giocare il mio campionato, nella penombra blu di quella stanza, nel profumo di quelle braccia.